BOARDGAMES

WAR OF THE RING / THE CARD GAME . 29.05.2023

Ci siamo!!! Ancora pochi giorni e sarà dsiponibile la versione in italiano di War of the ring – the card game edito da Ares Games.

Cogliamo l’occasione per riportare le impressioni del nostro Sergio M. che erano già state pubblicate un paio di mesi fa sul dito di Alea Games.

Dite “amici” ed entrate

Ed è proprio così: la Porta di Durin come illustrazione sulla scatola ci fa subito entrare nel mondo di Tolkien e della sua saga.
Non voglio entrare nel merito delle dinamiche del gioco perché non sono un esperto, ma raccontare la mia esperienza come giocatore e appassionato de “Il signore degli anelli”.
Come detto già la scatola è evocativa e finalmente (ma è una tendenza che ho notato anche in altri giochi) ben organizzata: le carte anche imbustate e i tokens hanno il loro spazio.
Quello che veramente mi ha colpito sono le illustrazioni delle carte: sono bellissime!

Anche grazie ad esse, per due ore siamo stati catapultati nella Terra di Mezzo: lungo sentieri dove gli eroi dei popoli liberi subivano agguati di orchi e mostri (io giocavo il mazzo dell’OMBRA e che soddisfazione schierare il Balrog, Shelob e il MUMAKIL!!!) oppure nei campi di battaglia dove eserciti guidati da potenti eroi e stregoni hanno fatto a pezzi quel che rimaneva di (dis)organizzate legioni di orchi e predoni (i SUDRONI non erano mai nel posto giusto al momento giusto, ACH!).
I nazgul ci sono tutti , ma sono arrivati tardi e Saruman è stato poco presente, forse impegnato ad ascoltare il racconto “poco frettoloso” di Barbalbero.
Il gioco crea l’atmosfera per sentirsi partecipe del racconto: eravamo così dentro agli scontri e ai combattimenti che non ci siamo accorti del tempo che passava.
“Non era nè un orchetto nè un brigante colui che dirigeva l’assalto di Gondor”, ma il corno di Rohan ha suonato e il vento ha girato.
Sei dentro la battaglia, ma intorno a te ci sono i mobili della tua sala; vorresti urlare per la sconfitta ma i figli dormono.
Avrete capito che l’ombra ha perso, ma era la prima volta e presto avremo la rivincita, anche a parti invertite.

Il gioco mi è piaciuto tanto e lo comprerò di sicuro appena uscirà in italiano (così lo potrà giocare anche il figlio piccolo), ma è anche oggetto da collezione perchè davvero le immagini sulle carte sono stupende: un illustratore su tutti (imho) John Howe che ha disegnato e concettualizzato (si dice così?) anche per libri, giochi e film. E mi pare che non serva aggiungere altro.
Una sola carta non mi piace, non certo per il disegno, ma per l’idea (già nel film): The Lidless Eye.
A me Barad-dur con l’occhio di fuoco in cima che ruota come il faro di Gatto Silvestro non piace proprio!